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Grappa a tavola, sorpresa trentina a Palazzo Roccabruna

Il 18 febbraio a Palazzo Roccabruna cena-degustazione con la Grappa del Trentino IG tra cucina regionale e racconto dei distillatori.


Grappa del Trentino

Il 18 febbraio a Trento una cena-degustazione per scoprire come la Grappa del Trentino IG possa dialogare con la cucina regionale, tra tecnica e memoria.

Dimenticate il fine pasto scontato, il bicchierino da meditazione e basta. A Trento, il 18 febbraio, la grappa si accomoda a tavola dall’inizio alla fine del menu e cambia ruolo. Diventa ingrediente, salsa, profumo, struttura. Diventa racconto.

L’appuntamento è a Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca Provinciale del Trentino, che per il ciclo “A tavola con la cucina di territorio” dedica una serata alla Grappa del Trentino IG in collaborazione con l’Istituto Tutela Grappa del Trentino. Un evento pensato per chi ama scoprire i prodotti partendo dal gusto, ma anche per chi è curioso di capire cosa c’è dietro a un distillato che in questa regione è parte dell’identità agricola.

Grappa del Trentino

La grappa entra in cucina

Il menu è firmato dagli chef Paolo Dolzan e Barbara Orrù del ristorante Perbacco di Mezzolombardo, e gioca con eleganza e misura. La grappa non copre, accompagna.

Si parte con un finocchio brasato con beurre blanc alla grappa invecchiata, dove la nota alcolica diventa profondità e pulizia. Poi un risotto Riserva San Massimo con fonduta di porro e riduzione di arancia alla grappa riserva, equilibrio tra dolcezza e tensione aromatica. In chiusura, torta di fregolotta con degustazione guidata di tre grappe trentine.

A raccontarle saranno due nomi che in Trentino significano distillazione: Alessandro Marzadro (Distilleria Marzadro) e Rudy Zeni (Zeni). Non solo assaggio, quindi, ma spiegazione delle vinacce, dei metodi produttivi, delle differenze tra grappe da uve bianche aromatiche e quelle da uve a bacca rossa.

Grappa del Trentino

«Vogliamo offrire un’esperienza autentica, non solo di degustazione ma di scoperta – spiega Alessandro Marzadro, presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino –. La grappa è parte della nostra storia e della nostra identità, e oggi possiamo raccontare come si sia trasformata in una vera eccellenza italiana e trentina».

Un settore che pesa sul territorio

Dietro al bicchiere c’è un comparto che in Trentino conta davvero. L’Istituto Tutela Grappa del Trentino, fondato nel 1960, riunisce 24 soci che rappresentano quasi la totalità della produzione locale. Ogni anno vengono distillate circa 13.000 tonnellate di vinacce, per una produzione che si aggira sui 7.500 ettanidri, pari a circa 2,5 milioni di bottiglie equivalenti da 70 cl: circa il 10% del totale nazionale.

Grappa del Trentino

La Grappa del Trentino IG nasce esclusivamente da vinacce prodotte in provincia e viene identificata dal marchio con il tridente e la scritta “Trentino Grappa”. Le tipologie principali? Circa il 60% da uve bianche e aromatiche, il restante 40% da uve a bacca rossa.

Numeri importanti, che trovano senso quando il prodotto esce dalla distilleria e incontra la tavola, diventando parte di un’esperienza gastronomica consapevole.

Grappa del Trentino

Un evento per veri curiosi

La serata è a numero chiuso, massimo 36 partecipanti. Un formato raccolto che permette dialogo diretto con produttori e chef, senza fretta e senza formalismi eccessivi.

Per chi ama viaggiare attraverso i sapori regionali, Trento offre così un’occasione diversa dal solito weekend tra cantine e montagne: una cena che accende i riflettori su un distillato spesso sottovalutato, ma capace di raccontare il territorio con precisione quasi chirurgica.

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